sabato 17 gennaio 2026
STUDI ARCEVIESI 9 : OPERE e PRESENZE ARTISTICHE in ARCEVIA, nelle MARCHE, dal IX-X secolo
Questo n°. 9 di “Studi Arceviesi” vuole essere la “Summa”di un percorso di testimonianze artistiche che prende solo l’avvio da una preistoria vissuta in villaggi dell’età della pietra, eneolitici, proto villanoviani fino alla storia degli abitati celtici e romani. Seguono secoli di silenzio documentario ed è solamente verso il IX e X secolo che il territorio arceviese presenta alcuni interessanti attestati artistici, giunti sino a noi, come l’abbazia di S. Angelo in Cameliano e la chiesa rurale di S. Ansuino di Avacelli, entrambe ristrutturate nel corso dei secoli.
E’ dal Trecento, però, che le testimonianze artistiche arricchiscono in modo continuativo,seppur graduale, il territorio arceviese.
Il massimo splendore in campo artistico e culturale, Arcevia o meglio Roccacontrada lo raggiungerà dalla seconda metà del Quattrocento fino a tutto il Cinquecento, in pieno Rinascimento,ed in tono minore interesserà la prima metà del Seicento. In ciò favorita dal potere economico, ecclesiastico e politico acquisito nel tempo dalle sue maggiori famiglie,tra cui i Mannelli, gli Alavolini, i Fossi, gli Zitelli e dalla presenza di prestigiosi personaggi come i vescovi Girolamo Mannelli e Angelo Rocca, i Cibo ed i loro parenti vescovi di Senigallia, i Vigeri della Rovere.
Tra gli artisti di rilievo presenti in questo periodo ricordiamo Luca Signorelli, i Della Robbia, il principe Gherardo Cibo, notevole disegnatore e paesaggista, che trascorse qui la maggior parte della sua vita.
Dopo una presenza ridotta, sia pure ancora interessante, di testimonianze artistiche nei secoli seguenti, bisognerà attendere il secondo dopoguerra del Novecento ed i successivi decenni per assistere ad una sensibile ripresa prima economica e quindi artistico culturale di Arcevia. La presenza di Quirino Ruggeri e in particolare del grande scultore Edgardo Mannucci, che qui risiederà sino alla morte, richiamerà artisti, letterati, poeti, musicisti e critici, di primaria importanza, alimentando un clima di forte rinascita culturale.
Arcevia, nel contempo, aveva avviato un recupero ed una riqualificazione del proprio patrimonio edilizio, storico artistico, di chiese, monumenti ed edifici pubblici promuovendo la creazione di nuovi spazi espositivi con Musei e Raccolte d’Arte. In particolare, in S. Medardo, negli ex monasteri di S. Agata, dei Cappuccini e nel complesso di S. Francesco con il Museo Archeologico Statale e l’Esposizione permanente di opere d’arte degli artisti Ruggeri, Mannucci, D’Arcevia e Gigli.
Il volume vuole documentare le presenze, ma soprattutto le opere di artisti locali e di ogni provenienza qui eseguite, conservate, perdute o sottratte, di cui si è venuti a conoscenza nel corso degli anni, a far tempo proprio dal IX-X secolo sino ai giorni nostri.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento